con una
mano tappai
la bocca
con l'altra
tarpai
le ali solo
nuvoli di
polvere per
i miei vuoti
scordati
ancora in
un angolo
remoto
rimane la
pioggia a
rendere blasfemo
ogni sorriso
sereno profumo
d'arcobaleno
ed un vago
universo
in cui sparire
sono le
ragnatele
dimenticate
dalla polvere
i miei sorrisi
attorniati
da vuoti
nidi di
rondine ora
che tutto
scorre
nel letto
nudo delle
mie vene
imbolsisco
il dolere e
mi getto da
ogni balcone
tenendomi
stretto stretto
al cuore
quel crocifisso
che pende e
che mi ricorda
che nessuno
di me si
pente